Pills | Marcel Duchamp, Fontana

Egli l'ha SCELTA. Ha preso un comune oggetto di vita, l'ha collocato in modo tale che un significato pratico scomparisse sotto il nuovo titolo e punto di vista; egli ha creato una nuova idea per l'oggetto...

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  • Se vi chiedo di pensare ad una ”opera d’arte”, quali sarebbero i suoi caratteri?
    Non voglio sapere quale sia quest’opera, ma come è fatta: sarà raffinata, evocativa o ispiratrice, ma senza dubbio frutto di “elaborazione”.  Eppure, un artista rivoluzionò tale concetto.

Egli infatti sosteneva che l’arte non doveva farsi portabandiera della bellezza e dell’armonia, poiché l’opera stessa non è altro che un oggetto comune estrapolato dal suo abituale contesto.

Altra domanda (giuro che è l’ultima): cosa successe il 10 aprile 1917?
Quel giorno, a New York si apriva una mostra della Society of Indipendent Artist, una tra le più grandi esposizioni d’arte moderna. Un apparato mastodontico, pronto ad ospitare una miriade di opere. Tale mostra rimane nella storia per l’unica opera che venne scartata: Fontana, ideata da Marcel Duchamp.

Solo tempo dopo, grazie all’aiuto del giornalista Louise Norton e della sua testata, la Fontana è sotto gli occhi di tutti ed egli stesso ne parla così:

“Egli l’ha SCELTA. Ha preso un comune oggetto di vita, l’ha collocato in modo tale che un significato pratico scomparisse sotto il nuovo titolo e punto di vista; egli ha creato una nuova idea per l’oggetto.”

Marcel Duchamp, Fontana, 1917

L’opera non è nient’altro che un semplicissimo orinatoio, che Duchamp decise di trasformare da semplice oggetto a rappresentazione artistica. Esso è la contrapposizione totale con il processo concreto che coinvolge normalmente un artista, che richiede abilità, tempo e passione; infatti il francese non fa che ridefinire l’uso dell’oggetto.

Questa è una nuova filosofia dell’arte, il cui creatore non è più Demiurgo, ma semplicemente colui che “battezza”, una persona qualsiasi che propone un nuovo senso per l’opera.
Che cosa sia l’oggetto nella vita reale non ha più importanza: tali opere non presentano difficoltà nell’essere ricreate. Il vero passo avanti, la vera innovazione sta nella scelta di tale oggetto, che viene contestualizzato in maniera artistica.
Tale ideologia però nel tempo si è tanto sviluppata, soprattutto a cavallo degli anni ’60, che non può essere trascurata. Se da un lato essa ha eliminato i canoni artistici, espandendo immensamente i confini della creatività, per contro passa il concetto che chiunque sia artista e qualunque cosa produca sia un’opera.
Tuttavia, dobbiamo comunque evidenziare un dettaglio fondamentale : con la “fontana”, Duchamp non vuole screditare l’arte. Non vuole gettare fango al mondo che tutt’oggi lo ricorda, ma piuttosto cerca di far comprendere al pubblico che l’arte non è solo quella appresa nelle Accademie da speciali esseri viventi.

Ad oggi, l’arte contemporanea deve molto alla rivoluzione portata avanti da Duchamp poiché ne pose le basi per il suo futuro sviluppo.
E il tutto con un semplice cesso.
Alla prossima.

 

Massimiliano Palmitessa

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